Jack Frusciante è uscito dal gruppo… da 20 anni

Nel 1994 avevo 13 anni, e il libro cult per i ragazzi della mia età era Jack Frusciante è uscito dal gruppo, di Enrico Brizzi.

I protagonisti erano ragazzi bolognesi in età da liceo (in particolare era il Galvani, ribattezzato Caimani nel libro), così a Bologna leggerlo era d’obbligo.

“Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato, come se la sua vita appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altroMa non ghignate, per favore, poiché all’epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto i diciott’anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi niente d’esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome.”

Sapevo allora, e a maggior ragione oggi, che quello che stavo leggendo non fosse un capolavoro della letteratura… ma è probabilmente il tipico romanzo che descrive l’adolescenza e l’amore.
Un romanzo che parla anche delle amicizie e dei rapporti che si costruiscono a quell’età.

È il romanzo che descrive una generazione. La mia.

2 anni dopo, nel 1996, uscì il film, con Stefano Accorsi (Alex) e Violante Placino (Heidi), entrambi giovanissimi. Io frequentavo (solo per quell’anno) il liceo del romanzo e alcuni degli attori li conoscevamo di vista.
Non era possibile non andare a vederlo.
Rivederlo oggi lascia un grande senso di imbarazzo. Il film banalizzò molto il libro, finendo in una classica love story adolescenziale.

Va detto che a 22 anni di distanza dall’uscita il romanzo mantiene un suo interesse e una sua attualità nei temi dell’adolescenza. L’incomunicabilità con la famiglia, l’istituzione della Chiesa e l’approccio delle parrocchie alla vita dei ragazzi, una militanza politica in cui i giovani fanno fatica a riconoscersi e il fallimento della scuola come istituzione.

“Si parlava di poeti come modelli di vita, come miti, come piedi di porco per scardinare la mediocrità della vita di tutti i giorni.”

Nel 1992 Federico Moccia tentò di fare uscire per la prima volta il suo romanzo Tre metri sopra il cielo

“”Cathia ha il più bel culo d’Europa.” Il rosso graffito splende in tutta la sua sfacciataggine su una colonna del ponte di Corso Francia.Vicino, un’aquila reale, scolpita tanto tempo fa, ha sicuramente visto il colpevole, ma non parlerà mai. Poco più sotto, come un piccolo aquilott protetto dai rapaci artigli di marmo, c’è seduto lui.Capelli corti, quasi a spazzola, sfumatura dietro il collo come quella di un marine, un giubbotto Levi’s chiaro.Il colletto tirato su, una Marlboro in bocca, i Ray-Ban agli occhi. Ha un’aria da duro, anche se non ne ha bisogno. Un sorriso bellissimo, ma sono pochi quelli che hanno avuto la fortuna di apprezzarlo”

Non gli andò troppo bene, e leggenda vuole che venisse scambiato sotto forma di fotocopie tra adolescenti.

Ora, pur continuando a deprecare fermamente la decisione di un editor della Feltrinelli di pubblicarlo, ringrazio il cielo per il ritardo con cui il libro venne dato alle stampe. Chissà come sarebbe stato Accorsi nei panni di Step.

p.s. Per chi si chiedesse cosa ne sia stato dei protagonisti, risponde Brizzi in una conferenza stampa. “Quando Aidi torna dall’America cosa succede?” “È diventata grassa e brutta e ha scoperto che Alex l’aveva tradita con tutte le sue amiche” (Va detto che Brizzi dopo aver partecipato alla sceneggiatura del film non si trovò d’accordo con il prodotto finito, che lo aveva reso un romanzetto)

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