Arte e politica, un rapporto tormentato

Succede sempre più spesso che, per ignoranza, fretta, leggerezza o ingenuità, la politica si appropri, per veicolare la propria propaganda, del lavoro di alcuni artisti. Senza chiederne il permesso (e ovviamente senza pagare i dovuti diritti). Senza pensare che oltre ai diritti d’autore c’è il legittimo desiderio dell’autore di essere associato a questo o a quel partito o di vedere il proprio messaggio originale distorto e piegato dalla comunicazione politica.

Di seguito alcuni esempi degli anni passati.

Partiamo dagli Usa, dove nel 2008 il candidato alla presidenza John McCain si trovò in difficoltà con molti musicisti.
Dopo aver usato la canzone dei Van Halen “Right Now” ed aver scatenato l’ira della band, ci riprovò con la canzone “My hero” dei Foo Fighter, che non la presero bene:
“E’ incredibilmente frustrante quando un personaggio che pretende di parlare agli americani da americano si dimostra così sprezzante della creatività e della proprietà intellettuale: non è la prima volta che John McCain utilizza brani senza chiedere il permesso agli autori. Ci auguriamo che la sua campagna elettorale faccia la cosa giusta e cominci a chiedere tutti i permessi del caso prima di utilizzare le canzoni. Per quanto riguarda ‘My hero’, il senso del brano – nel contesto nel quale è stato usato da McCain – è stato completamente stravolto”, ha fatto sapere la band per mezzo di un comunicato.

Nel 2011 il Partito Democratico realizzò gli spot per i referendum usando come colonna sonora la canzone ‘Mondo’ di Cesare Cremonini.


Quella volta al Partito Democratico andò bene, il cantante twittò che la cosa non lo infastidiva affatto e la questione si chiuse lì (o forse con una fattura)

Ad agosto del 2014 è Fratelli D’Italia a cadere in fallo, utilizzando una delle fotografie di Oliviero Toscani, per promuovere una campagna contro le adozioni da parte di coppie omosessuali.

A poco servono le scuse, addossando la responsabilità a “una realtà locale che ha trovato l’immagine in rete”.
“Non so cosa farmene delle scuse – replica Toscani – non ho nessuna intenzione di tornare indietro nella mia idea di querelarli. Mi dà molto fastidio che si siano fatti tutti questa pubblicità sul mio lavoro e ora si scusano e pensano che sia sufficiente. Non se ne parla”

Febbraio 2015 regala due perle, una dietro l’altra.

Il video realizzato dal Movimento 5 Stelle per promuovere il referendum anti-euro. Già preso di mira in rete per la qualità la vicenda nasconde anche un’ulteriore risvolto.

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Nel video è presente una composizione di Ludovico Einaudi che ha fatto sapere di non aver mai autorizzato l’utilizzo del proprio brano e ha chiesto la rimozione del filmato.
In effetti il video è scomparso dalle bacheche dei deputati a 5 stelle (senza nessuna scusa al compositore) ed è rimasto solo sulla pagina de La Cosa

Infine Nino D’angelo contro la Lega Nord.
Imovimento di Matteo Salvini ha realizzato uno uovo spot della Lega per il movimento pro-Sud “Noi con Salvini”, utilizzando la canzone “Jamme Ja” cantata da Nino D’Angelo e Maria Nazionale e presentato a Sanremo nel 2010.

Ma il cantante partenopeo non ci sta e annuncia querele per l’uso improprio della sua canzone. D’altra parte la Lega nega l’esistenza del video contestato.

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