Quando l’epic fail ti insegna qualcosa

Quello della comunicazione è un campo scivoloso e sui social network la caccia all'errore è una delle pratiche più diffuse. L'ultimo viene dall'account twitter del festival di Sanremo. Subito dopo il Tg di mezzanotte va in onda la parte finale della seconda serata del Festival, il conduttore, Carlo Conti, ricorda i migranti naufragati a largo di Lampedusa. Intanto su twitter la Rai, con un account dedicato, sta facendo il live tweeting della serata, così arriva un tweet: "Un abbraccio ai migranti scomparsi a Lampedusa" sanremo abbracciIl cinguettio viene, poi, prontamente cancellato. Ma è già troppo tardi, qualcuno ha screenshottato e diffuso il triste scivolone. Ed è subito epic-fail! Oggi Alessandro Loppi, social manager di RaiTv, e autore di quel tweet, spiega cosa sia successo. Un 'banale' errore di distrazione, tra una mail con un collega e il tweet. A me, come a tutti, gli errori sono capitati. Ma da ognuno ho provato a imparare qualcosa.
  • Una volta twittai una mia osservazione con l'account di un cliente, un errore dovuto a un bug del software che usavo. Me lo fecero notare ore dopo, quando ormai era stata retwittata e finita su Sky TG. In quel caso un gioco di squadra e dire la verità subito mi 'salvò' (la frase era credibile anche 'in bocca' a quel cliente). Anzi, fu un vantaggio per l'immagine. Da quell'episodio ho imparato che, soprattutto in momenti concitati, bisogna usare strumenti separati per la tua presenza digitale e per quella del cliente (o scordarsi la propria presenza digitale, ma a volte è funzionale al progetto) 
  • Una volta misi una foto sbagliata. Cancellai il tweet dopo 30 secondi. Ma uno screenshottatore era stato più veloce di me. E l'errore circolò. Ho imparato che nel corso di un live bisogna avere fonti fidate da cui prendere immagini e che a volte bisogna prendersi mezzo minuto in più per controllare. Se poi l'errore scappa comunque meglio non cancellare, ma ammettere l'errore e scusarsi (non basterà lo stesso, sappiatelo) 
Quando si segue un evento così corposo forse è il caso di mettere in stand-by altre attività, per poter essere concentrati solo sulla diretta. Il consiglio migliore che posso dare è quello dire "Sì, ho sbagliato. Mi scuso". Senza inventarsi attacchi hacker, o essere permalosi e accusare gli altri di non conoscere le dinamiche dei live tweeting, all'utente non interessano le 'dinamiche', interessa quel che vede e legge. Ma, soprattutto, se siete permalosi avete due scelte: a- cambiare mestiere b- fatevela passare perché se è vero che solo chi lavora sbaglia, che sbagliando si impara e che l'epic fail è sempre in agguato dietro al tasto 'pubblica' è anche vero che sono tutti bravi coi social degli altri e ci sarà sempre qualcuno pronto a scrivere un post su di voi. Questa volta è toccato a me. AGGIORNAMENTO 22 febbraio Dino Amenduni ha parlato di "Come si promuove, difende o compromette la propria reputazione online Dieci storie per comprendere come si promuove, difende o compromette la propria reputazione online. Cinque WIN, cinque FAIL e cinque riflessioni per districarsi sui social media" Ve le propongo qui, è una lettura interessante Altri post: Claudia Vago - Un abbraccio a #Sanremo2015

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