
Domenica è stata una giornataccia. Un barcone carico di migranti si è capovolto nelle acque libiche. In momenti come questo le pagine dei giornali si riempiono delle dichiarazioni dei vari politici, ma anche di quelle dei personaggi della cultura.
Capita così che, in un tipico cortocircuito informativo, per il quale tutti si fidano di una qualche fonte autorevole (es. Repubblica o Il Corriere), si citi anche il tweet di uno scrittore, ma che, in realtà, quell’account non sia vero.
Ecco, allora, qualche piccolo suggerimento per evitare di incappare in questo imbarazzante errore (e non attribuire false dichiarazioni a qualcuno).
1- Ha la spunta blu del ‘profilo verificato’ di Twitter? Sì? Siete a posto, citate pure. No? allora proseguite la lettura.
2 – Non fidarsi della sola dicitura ‘Ufficiale’. Saper scrivere correttamente la parola non certifica che quel profilo sia, effettivamente, del personaggio.
3 – Controllare i followers. Ad esempio, viene seguito dalla casa editrice per cui pubblica? (viene seguito, non segue, mi raccomando)
4 – Controllo inverso: nella bio di twitter c’è un sito? è quello ufficiale? Anche questo, da solo, non è un bollino di veridicità. Sul sito è presente il rimando all’account twitter?
5 – Chiedere alla casa editrice se quello è il vero profilo dell’autore.

6 – siete dei giornalisti? Alzate la cornetta del telefono e contattate: casa editrice, portavoce dell’autore, l’autore stesso.
6bis: Ricordatevi degli articoli pubblicati in passato. Nel caso specifico quello in cui Camilleri dichiarva:
“Non ho un profilo, non ho un sito e non sono in internet – ha detto lo scrittore all’Ansa – Qualcuno, non so chi, ha un account a mio nome da almeno otto mesi”
Alcuni esempi di chi ci è caduto:
Sole 24 ore
Il Messaggero (qui il sito, non la pagina facebook)
E, soprattutto, ricordatevi che, anche se cancellate la ‘frase incriminata’… Google si ricorderà comunque di voi!




