
I social network possono essere un lavoro? Sì. E si può perdere il lavoro per una cosa scritta su un social network? Di nuovo, sì.
A volte ci sfugge l’aspetto pubblico della nostra vita sui social network, così ci dimentichiamo che quello che scriviamo può essere visto da chiunque. Anche se impostiamo la privacy sui nostri profili, questo non ci mette al riparo dal possibile screenshot altrui. Lo stesso si dica se cancelliamo l’improvvido tweet.
[Tweet “Diciamolo, lo screenshot è un’arma di distruzione di massa.”]
L’ultimo caso sembrerebbe essere quello di Paola Saluzzi. Il volto di punta di Sky Tg24 lo scorso 10 aprile si è dimenticata per un attimo del suo lavoro e si è lasciata andare allo sfogo della fan, con un tweet contro il pilota di Formula 1, Fernando Alonso.
“#Alonso @ScuderiaFerrari gli è tornata la memoria e si è ricordato di quanto sia #arrogante #invidioso #pezzodiimbecille”
Il tweet deve aver lasciato il segno, tanto che Alonso, durante il GP di Shangai, si è rifiutato di parlare ai microfoni di Sky.
Stella Bruno, giornalista Rai, twitta:
Alonso non ha parlato con Sky pretende le scuse per un assurdo e offensivo(a mio parere) tweet di Paola Saluzzi!!!! pic.twitter.com/aV6DPZCw1S
— Stella Bruno (@stella__bruno) April 11, 2015
Così la Saluzzi torna sui suoi passi, cancella il tweet e si scusa
@stella__bruno credi Stella: episodio chiuso e molto mortificante per me. Davvero mi dispiace. Ho pensato male e scritto peggio. Scusate. — Paola Saluzzi (@paola_saluzzi) April 11, 2015
@alo_oficial twitter e’ spesso e troppo facilmente luogo per dire sciocchezze. Ola, Campione. Disculpame. Un abbraccio. Ciao
Ma questo sembrerebbe non bastare a Sky, che ha l’esclusiva sulla F1, così la presentatrice potrebbe essere sospesa.
Questo della Saluzzi non è, però, il primo esempio di chi si è ritrovato senza lavoro a causa di un tweet.
Ocatvia Nasr, giornalista della CNN, nel 2010 espresse rammarico per la morte dell’Ayatollah Mohammed Hussein Fadlallah, padre spirituale di Hezbollah, con il suo account professionale. Fadlallah era stato individuato come ispiratore di diversi attacchi contro gli americani. Sul proprio blog della CNN la giornalista si scusò: “Un errore di giudizio”, l’emittente decise comunque di rescindere il contratto.
Thank you for your continued support of this handle. Until I find a good use for it (suggestions welcome) find my tweets at @octavianasr :)
— Octavia Nasr (@OctaviaNasrCnn) 3 Novembre 2012
Il 20 dicembre 2013 Justine Sacco, responsabile delle pubbliche relazioni di una grande società media statunitense, poco prima di partire per il Sudafrica twittò:
“Going to Africa. Hope I don’t get Aids. Just kidding. I’m white!” “Sto andando in Africa. Spero di non prendere l’AIDS. Sto scherzando. Sono bianca!”
La reazione fu rapidissima, mentre la Sacco era ancora in volo il tweet venne ripreso e commentato da moltissime persone e montò l’hashtag “#HasJustineLandedYet” (“è già atterrata Justine”) e i suoi datori di lavoro pubblicarono un duro comunicato per prenderne le distanze: “Il commento offensivo non riflette punti di vista e valori della IAC”. Così Justine Sacco perse il lavoro prima ancora di atterrare in Sudafrica.
Qualche mese fa, sul Dailymail, un interessante articolo su in cui la Sacco si racconta.
Fin qui si tratta di persone la cui presenza social rappresentava, in qualche modo, anche l’azienda e per la quale un tweet fuori posto può rappresentare un boomerang non da poco. Ma cosa succede se a perdere il posto di lavoro è una ragazza per un tweet ‘avventato’? è giusto? è quanto successo a Cella, una ragazza americana che aveva trovato un lavoro in pizzeria, la sera prima di iniziare twittò
“Ew, domani inizierò questo fott*** lavoro”
Il tweet venne notato dal responsabile dello store Robert Waple, che in pochi minuti rispose alla ragazza.
“E no… non inizierai il fott*** lavoro domani! Ti ho appena licenziata! Buona fortuna senza soldi e senza lavoro”.
In questo caso la ragazza non aveva, in alcun modo fatto cenno al nome della catena per cui avrebbe lavorato, in più poteva contare solo su qualche centinaio di follower (aumentati alla notiza del licenziamento via twitter), avrebbe portato danno all’azienda? p.s. Cella ha imparato la ‘lezione’ e questa volta si dice impaziente di iniziare il suo lavoro
I can’t wait to start my job so I can b busy & ducked from everyone
— Cella☀️ (@Cellla_) 12 Aprile 2015
