Il gioco di Beppe

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"Sto girando la Sicilia inseguito dalle tv, dai cameraman: siete in onda su Piazza pulita. Vanno in giro con truppettine". Urla così Grillo dai suoi show elettorali. Urla così, e giornali e tv ne scrivono, ne parlano.
Ogni giorno attacca un giornalista, un giornale. Ora fa i nomi, ma i suoi ci "tranquillizzano": "A Floris e Gabanelli non accadrà nulla" (e vorrei anche vedere). Giornalisti, rei di aver parlato male di lui o del movimento, rei di aver fatto domande. Urla, strepita... mi ricorda Zio Paperone arrabbiato per aver speso 5 centesimi a pranzo. "I giornalisti devono essere isolati" dice, "noi ricordiamo, poi faremo i conti"... lo urla e intanto ricorda che l'Italia è al 57esimo posto nella classifica sulla libertà di stampa. Cosa succederebbe se nessuno lo seguisse, se nessuno raccontasse su stampa e tv il suo "Tutti a casa Tour"? E' un gioco che Beppe porta avanti dalle amministrative 2012: con i giornalisti non ci parla, in tv non ci vuole andare, anzi non vorrebbe che ci andassero nemmeno i suoi.. ma intanto tira un tranello: ogni giorno ne dice una (la mafia che non ammazza nessuno, ricordate?), ogni giorno insulta qualcuno, obbligando così l'informazione ad occuparsi di lui. E le tv? Beh le tv sono così gentili che da dedicargli puntate su puntate di tutti i talk show. E il gioco è fatto. Perché la rete sarà il futuro. Ma anche Grillo sa bene che per arrivare davvero a tutti il mezzo è la tv. Sarebbe bello se bastasse non filarselo più, ribaltare il suo slogan: "a Fanculo, vacci tu". Ma non si può, sarebbe non fare informazione per bene. E allora... beh allora lo si potrebbe almeno ridimensionare, un servizio durante la trasmissione, non una puntata intera. (Magari ci eviteremmo anche la visione del "mago Galbusera")   P.S. Il riassunto del gioco in questione è: "Mamma, Ciccio mi pizzica" Pizzicami Ciccio, che mamma non vede

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