A tutta schiscetta

Negli anni sono stati tanti i nomi: “gavetta”, “portavivande”, “marmitta”, “boatta”… o come va di moda ora schiscetta.

Ormai è tornata nelle borse dei lavoratori e i motivi sono i più disparati. Dalla necessità di seguire una dieta, alle intolleranze alimentare, dalla volontà di risparmio al piacere di mangiare qualcosa di diverso da un panino.

Sta di fatto che l’abitudine di mangiare qualcosa di portato da casa è sempre più vasta. E della cosa se ne è accorto anche il marketing. I contenitori portapranzo e le borse adesso spuntano ovunque.
Potete trovarli su Amazon o da Tiger, nelle edicole, da Ikea, o nei supermercati.
Dai classici in stile “tupperware”, a quelli colorati e di forme diverse e per diversi alimenti.
Ovviamente potete trovare anche libri di ricette per i vostri pranzi in ufficio (e c’è anche chi li mette nelle jar)

Anche io sono una “schiscetta addicted”. Così ho deciso di divertirmi un po’, pubblicando una ricetta a settimana, che poi finirà nella mia borsa porta pranzo.

Le regole della mia schiscetta sono economiche (costo di 5-7€), non troppo impegnativa da preparare (potendo riciclare qualcosa dalla cena) e dettate dalla dieta.

Ah, sì, mi capita di usare dei surgelati.

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