Oggi #bologna è una città a forma di senso di colpa,
— framino (@framino) Mag 12, 2012
“Il Cev c’è sempre, non dubitare” mi hai scritto una volta, anche per questo seppur titubante sabato mattina sono venuta in Comune.
In realtà volevo seguire solo il rito civile.
Ma le gambe mi hanno portata prima alla camera ardente, poi all’orazione civile ed infine davanti alla Chiesa. Che era troppo piena per accoglierci tutti. Sono rimasta fuori. Ad ascoltare in quanti avevano qualcosa da raccontare.
Sabato mattina l’ho passato con un groppo in gola, che si scioglieva di tanto in tanto in lacrime. Non ho sentito il bisogno di coprirle con gli occhiali da sole. In realtà quasi nessuno lo ha fatto, nessuno aveva bisogno di “proteggere” il dolore. Era condiviso.
Anche in questo sei stato diverso.
Eravamo tutti lì, ancora increduli e ancora frastornati, una parola e ognuno col suo bagaglio di ricordi. Quante volte in occasioni così affollate bastava guardarsi un po’ intorno per incrociare il tuo sguardo, il tuo sorriso e sentirsi meno persi. Sapere che non ci saranno più fa male.
Tua figlia ti ha salutato dicendo:”Mi piace pensare che tu sia in un bel posto e che quel posto ti ricordi un po’ la tua Bologna”. Ma Bologna non avrà nessuno che somigli un po’ a te.

