L’Italia Giusta. Su per giù

Anche questa avventura è arrivata alla fine. Non è andata come pensavamo, credevamo, speravamo.

ImmagineHo le mie idee e le mie impressioni su quanto  successo. Ma stanno ancora tutte lì disordinate nella mia testa. E finché non troverò il tempo per smaltire la pila di vestiti accumulatasi sulla sedia nella mia stanza, figurarsi se riesco a tirare fuori un filo logico dai miei pensieri.

Comunque, anche se nel caos più totale, anche se sono giorni in cui puoi vantarti che ora potresti fare gli esami di diritto costituzionale e diritto canonico conoscendo le più assurde delle eccezionalità, sono giunta al termine di un’avventura particolare.

Nelle ultime due settimane ho fatto su e giù per l’Italia seguendo le tappe di Pier Luigi Bersani nella campagna elettorale (chi avesse la disgrazia di seguirmi su foursquare probabilmente lo ha notato).Ho fatto quanto potevo, a volte con degli errori che, col senno di poi avrei potuto evitare. Ma ho anche affrontato tutto con la passione che metto in ogni avventura e nel mio lavoro.
Al netto del risultato elettorale è una cosa che non a tutti capita di poter fare. E per questo penso di dover dire più di un grazie. A chi anni fa mi fece tornare a Roma per lavorare, a chi in questi anni mi ha permesso di crescere, a chi ha creduto in me e mi ha fatto fare questo viaggio, ovviamente ai miei datori di lavoro, ai miei colleghi, agli amici che mi hanno sopportata in questi lunghi giorni, a chi mi ha tirata su nei momenti di sconforto, chi si è speso per me, chi mi ha fatto delle critiche e chi mi ha fatto dei complimenti (a volte servono pure quelli), chi ha parlato di me e del mio lavoro. Alle nuove persone che ho conosciuto.
Non faccio i nomi e i cognomi, tanto chi vuole si è riconosciuto.

Ho provato, in qualche modo, a raccontare il viaggio anche con un Tumblr

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