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Lettera ad un conducente Atac

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"Non parlate al conducente", ma posso scriverti un post? Caro autista Atac. Oggi arrivato a Piazza Mancini ci hai detto che saresti partito dopo 10 minuti. Hai dovuto sorbirti le nostre lamentele. Certo, tu non sapevi che noi, circa 6 minuti prima eravamo saliti su un bus fermo alla stessa banchina su cui tu sei arrivato. C'era scritto "301 -Grottarossa" e le porte erano aperte. Noi siamo saliti. Poi, dopo, appunto, 6 minuti è arrivato un tuo collega "questo non parte!" Perché non parte? Non si sa. Ci dice solo "non vi avevo visti sul bus". Ma sí, perché dovevamo salire? Non lo sapevi. Però sai quello che succede ogni giorno sui mezzi pubblici. Per questo la tua frase urlata davanti a noi: "Capo. I passeggeri stanno a rompe' er cazzo" mi ha infastidita. Molto. Perché, caro autista, anche io mi sono "rotta er cazzo". Mi rompo quando ogni mese pago 35€ di abbonamento, sapendo che ci saranno almeno 2-3 giornate di sciopero e che io mi dovrò arrangiare (vi vorrei informare che i disagi li create solo a noi utenti, gli altri se ne sbattono allegramente). Mi rompo quando voi frenate come vi pare e io mi ritrovo con uno strappo muscolare. Mi rompo quando la domenica aspetto mezz'ora un bus sulla Cassia, che puntualmente arriva troppo pieno. Mi rompo quando, come oggi, aspetto al capolinea un bus per 40 minuti, in cui per quella linea sarebbero previste 3 corse. E quando chiedo spiegazioni alla persona che da 10 minuti tiene acceso un bus con la scritta "Deposito", quello mi ride in faccia. Mi rompo quando un mezzo si rompe e non ne arriva un altro a sostituzione. Devo aspettare il prossimo. Mi rompe, soprattutto, se il mezzo in questione è un notturno, di domenica. Mi rompo quando dopo aver aspettato per minuti su un bus sale l'autista a dirci che non parte, e intanto sono partiti altri bus che avresti potuto prendere. Mi rompo quando c'è la partita e i disagi li subisco io che allo stadio nemmeno ci vado. Mi rompo quando piove e io già so che gli autobus saranno un miraggio. Lo so che di molti di questi disagi non sei responsabile e che, anzi, li subisci quanto noi passeggeri. Quindi, scusaci se oggi abbiamo "rotto il cazzo", cercheremo di non farlo più e adattare la nostra vita ai disagi.

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